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Guide Agili per Genitori
a cura di Oliviero Facchinetti - Psicologo psicoterapeuta
Traduzione dalle Parent Easy Guide
(Per gentile concessione)

Ottimismo

Riceviamo da più parti continui inviti a spendere soldi per i nostri figli, eppure alcune delle cose più preziose di cui essi hanno bisogno non possono essere comprate. La cosa migliore che un genitore può trasmettere al proprio figlio è un atteggiamento “sano” verso la vita. Rendersi conto che il proprio figlio ha gli strumenti necessari ad affrontare le difficoltà e le sfide della vita è per ogni genitore fonte di grande soddisfazione. Viviamo in un mondo di incertezze e di cambiamenti tali per cui capita a volte che le cose sfuggono al nostro controllo. Il nostro modo di reagire e di risolvere i problemi dipende in larga parte dal nostro modo di porci di fronte alle varie situazioni che la vita ci offre. Aiutare il proprio figlio a diventare una persona ottimista e a vedere il lato positivo in ogni cosa, è il primo passo per prepararlo ad un futuro sicuro.


Che cos’è l’ottimismo?

Essere ottimisti significa aspettarsi il meglio da ogni esperienza che la vita ci offre. Significa avere speranza, fiducia e sicurezza nell’affrontare le varie situazioni. Ottimismo significa pensare in modo positivo. Riuscire a vedere sempre il lato positivo aiuta ognuno di noi a vincere le sfide e a superare le difficoltà della vita.

Perché è importante essere ottimisti?

E’ importante essere convinti di farcela perché se di fronte ad una difficoltà ci ripetiamo “penso di riuscirci” e a mano a mano che ci avviciniamo all’obiettivo, diciamo “so di riuscirci, sono sicuro di farcela”, avremo più probabilità di ottenere il successo desiderato.

Gli psicologi che lavorano con gli atleti spesso li invitano a visualizzare l’immagine di se stessi mentre vincono una gara e li spronano a ripetersi continuamente “ce la faccio, ce la faccio” per aiutarsi durante le ore di estenuante allenamento.

Quali sono le componenti principali dell’ottimismo?

  • Avere uno stimolo
  • Continuare ad esercitarsi
  • Aspettarsi sempre i risultati migliori
  • Essere pronti ad affrontare sia il successo che il fallimento
  • Avere la determinazione e il coraggio di provarci di nuovo.

In che modo un bambino diventa ottimista?

Alcuni bambini hanno sin dalla nascita un atteggiamento solare e una naturale predisposizione ad affrontare le sfide e a risolvere i problemi. Altri fanno fatica a superare le difficoltà, e si aspettano sempre che accada il peggio. A mano a mano che crescono avranno bisogno quanto più possibile di “assaporare” il successo anche nelle piccole esperienze della vita di tutti i giorni.

Ogni volta che un bambino raggiunge un obiettivo, è incoraggiato ad impegnarsi e sviluppa sempre più la convinzione di poter migliorare e ottenere altri successi.

Auto incoraggiarsi e convincersi di riuscire è molto importante. Se un bambino dice a se stesso che riuscirà a fare una determinata cosa, sarà molto probabile che ce la faccia.

Il modo in cui gli adulti raccontano ai propri figli le loro esperienze è di estrema importanza. Ciò influenza il bambino nel momento in cui deve trovare delle motivazioni per un suo successo o un fallimento.

Ad esempio un genitore ottimista può dire: “stavo pensando che la maggior parte delle volte in cui tu dedichi un po’ più di tempo ai tuoi compiti di matematica e ce la metti tutta hai dei risultati davvero buoni”, piuttosto che “vedi?, non dedichi mai abbastanza tempo ai compiti di matematica e non ti impegni a sufficienza”.

Chi è l’ottimista

  • L’ottimista è quella persona che non si da per vinta e non si tira indietro di fronte a problemi apparentemente insuperabili. Spera e si aspetta di vincere, crede in se stesso e mantiene un atteggiamento positivo. Le persone ottimiste hanno meno probabilità di ammalarsi di depressione.
  • L’ottimista ricorda e pensa spesso ai suoi successi passati e al modo in cui li ha raggiungi.
  • Più un bambino è ottimista più sarà in grado di superare le difficoltà, di fare progetti per il futuro, di fare nuove amicizie e di essere bravo a scuola.
  • Il vocabolario dell’ottimista comprende parole quali: forse, a volte, di solito, probabilmente, magari.

Chi è il pessimista

  • Il pessimista è colui che si sente avvilito e depresso, ogni cosa gli sembra troppo grande e troppo difficile. A volte può sopraggiungere un senso di vera e propria disperazione, dal momento che riesce sempre a vedere il lato peggiore di ogni situazione. Secondo lui non vale la pena tentare perché tanto non funzionerà.
  • Ogni granello di sabbia gli sembra una montagna invalicabile e dal momento che è convinto di non farcela, spesso non ci prova nemmeno.
  • Ogni volta che rinuncerà a combattere diventerà ancora più pessimista, e questo processo continuerà a peggiorare la situazione. Dirà per esempio “ogni volta che provo a segnare un goal, sbaglio sempre, perciò è meglio non provarci nemmeno, è inutile che mi alleni, tanto non verrò mai convocato in squadra.”
  • Il pessimista ha più probabilità di cedere alla disperazione e il rischio di ammalarsi di depressione è alto.
  • Il vocabolario del pessimista comprende parole quali: sempre, mai, dovrei, non posso, non riesco.

Situazione

Se sei

Pensi

Ti senti

Risultato

In classe prima di un compito di matematica

Ottimista

“Sarà dura ma di solito quando ce la metto tutta riesco bene”

Un po’ agitato ma fiducioso

Le possibilità di successo aumentano

In classe prima di un compito di matematica

Pessimista

“Non ce la farò mai, scommetto che sbaglierò tutto”

Incapace, disperato e con il desiderio di rinunciare

Le possibilità di successo diminuiscono

Che cosa possono fare i genitori

Siate d’esempio – cercate di trovare una motivazione a tutto ciò che accade e condividete con loro dei pensieri positivi.

Riformulate le sue frasi – cambiate le parole per dare una sfumatura positiva ad ogni avvenimento. Ad esempio se lui dice “non ho mai nessuno con cui giocare”, voi correggete in “a volte è difficile trovare un amico, ma la scorsa settimana ti sei divertito molto con Giorgio”.

Raccontate di come avete superato una difficoltà – “Quando andavo a scuola pensavo di non farcela a … ma poi mi sono reso conto che…”

Prendere spunto da libri o da film – Karate Kid, il Re Leone, Free Willy, ecc.

Incoraggiatelo – “Che cosa pensavi quando ti sei accorto che stavi perdendo la partita di tennis?”, “Che cos’è che ti ha fatto cambiare atteggiamento e ha fatto sì che riuscissi a vincere?” Aiutate vostro figlio a distinguere tra pensieri negativi e perdenti e pensieri positivi e vincenti e a concentrarsi su questi ultimi.

Insegnategli dei proverbi o qualche vecchio detto – “Tentar non nuoce”, “Ogni cosa ha il suo lato buono”, “Non tutto il male viene per nuocere”

Fategli notare come certi personaggi pubblici, sportivi o persone note siano riuscite a superare delle grandi difficoltà.


Promemoria

  • Insegnare a vostro figlio a diventare una persona ottimista non costa nulla ma equivale ad una valida assicurazione sulla vita.
  • Ogni qualvolta un bambino raggiunge un traguardo, accresce la sua convinzione di poter tentare ancora e poter ottenere altri successi.
  • Più un bambino è ottimista più sarà in grado di ottenere buoni risultati.
  • Ciò che un adulto pensa a proposito delle proprie esperienze passate ha una grande influenza sulle convinzioni di un bambino rispetto alla possibilità di successo o di fallimento.

 



GAG  - Guida Agile per Genitori n. 31  

21.09.2006 - Traduzione a cura di: Daniela Bosio  -  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  (togliere le "xxx") per conto di: O. Facchinetti  psicologo psicoterapeuta - Trento (Italy) - da documento originale scritto da:   Child and Youth  Health and Parenting SA   © Copyright  www.parenting.sa.gov.au - PEGS - Parenting Easy Guides   # 56   

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1996
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