COMUNE DI SAN MICHELE ALL'ADIGE - PROVINCIA DI TRENTO

ASSESSORATO alle ATTIVITA’ SOCIALI

Serata Informativa

“Bullismo e cyberbullismo”

Conoscere per intervenire, strategie educative in famiglia e nei luoghi di aggregazione, le insidie della rete e dei social network…

con lo Psicologo Psicoterapeuta OLIVIERO FACCHINETTI

GIOVEDI’ 13 NOVEMBRE 2014

ORE 20.30

ORATORIO di SAN MICHELE all’ADIGE

INFORMAZIONI: ASSESSORATO ALLA CULTURA, ATTIVITA’ SOCIALI E TURISMO

Link per scaricare la locandina informativa: Serata informativa - locandina

Il bullismo è una reiterata prepotenza (o prevaricazione) da parte di qualcuno più forte ai danni di qualcuno più debole. Le prepotenze possono essere di tipo fisico, verbale, sociale - cioè finalizzate all'esclusione dai gruppi di amici - elettronico, ecc. Tutte le manifestazioni comportamentali e socio relazionali che hanno queste caratteristiche, se compiute da bambini o ragazzi, vanno considerate forme di bullismo.
Nonostante siano ormai alcuni anni che anche in Italia si parli di questo fenomeno, capita ancora con grande frequenza di leggere dichiarazioni in cui, di fronte a situazioni che condensano tutte le caratteristiche del bullismo, si afferma trattarsi di semplici manifestazioni legate alla crescita. Per contro, altrettanto spesso alcuni trattano il bullismo come fosse una specie di sottocategoria di reato, per cui vedono nell’intervento delle forze dell’ordine la sola attività utile per combatterlo.
 
Bullismo in pillole: 1 - Definizione

La prevenzione del bullismo dovrebbe iniziare almeno dalla scuola primaria e consolidarsi nei primi anni di scuola secondaria.

Fin dalla prima infanzia si possono infatti cogliere chiari segnali di disagio e indicatori della tendenza a strutturare ruoli connotati, sia sul versante della prepotenza che del vittimismo.

Nella nostra esperienza i fattori che si sono dimostrati cruciali per un buon esito degli interventi preventivi sono:

 

 

Interventi per la riduzione del BULLISMO

Dott. Oliviero FACCHINETTI - www.bullismo.it
Finalità Strumenti Obiettivi
Conoscenza
  • Conferenze
  • Attività didattiche di sensibilizzazione e approfondimento
  • Gruppi di discussione con insegnanti, genitori, operatori del settore socio educativo.
Lo scopo principale è far conoscere le caratteristiche psico sociali del bullismo e le sue implicazioni evolutive, le possibilità e modalità di attuazione di progetti per la riduzione delle prepotenze.
Prevenzione primaria
  • Attività di programmazione a livello di intero istituto scolastico.  
  • Ricerche per rilevare la diffusione delle prepotenze nel singolo contesto socio educativo.  
  • Percorsi mirati con genitori e alunni.
  • Percorsi emotivo relazionali con classi.
  • Corsi di formazione per insegnanti ed operatori.
E' prioritario creare un ambiente in cui si possa parlare del bullismo e favorire l'acquisizione di migliori competenze socio relazionali negli alunni. La riduzione del disagio dei soggetti coinvolti,  siano essi attori di prepotenza o vittime di bullismo, passa anche attraverso un diverso e maggior coinvolgimento del gruppo di coetanei. E' essenziale la effettiva collaborazione tra scuola e famiglia.


www.bullismo.it
Il primo sito italiano sul bullismo
Guide Agili per Genitori
a cura di Oliviero Facchinetti - Psicologo psicoterapeuta
Traduzione dalle Parent Easy Guide
(Per gentile concessione)

Il Bullismo

Il Bullismo è il desiderio deliberato di fare male, minacciare o impaurire qualcuno con parole o azioni da parte di una o più persone e può differire nel grado di gravità. Il Bullismo può includere minacce, dispetti, insulti, impedire agli altri di andare dove vogliono o fare ciò che vogliono, aggressioni o botte e tutte le forme dell'abuso fisico. Il bullismo non è  un problema solo per la vittima, è un problema anche per tutte le persone che sanno che questi comportamenti avvengono nella scuola o che vi assistono. Un ambiente scolastico molto competitivo può contribuire a provocare bullismo. Le scuole hanno la responsabilità di far sentire al sicuro i bambini. Il bullismo è un'esperienza che i bambini non dovrebbero fare. Se i comportamenti prepotenti vengono lasciati continuare possono avere un effetto molto negativo sul bambino che sta subendo le prepotenze (la vittima). Se ai bambini è permesso di compiere episodi di bullismo è molto probabile che cresceranno compiendo prepotenze o picchiando il partner ed i propri figli. Essere oggetto di bullismo è molto inquietante per la vittima ed è una questione che deve essere affrontata.


 

Bullismo: le emozioni del mettersi in gioco


Dott. Oliviero FACCHINETTI - www.bullismo.it  -  www.facchinetti.net


Si riportano di seguito una lista di considerazioni personali, senza nessuna pretesa di originalità o di esaustività ...
.... solo per il desiderio di condividerle :-)

 

  • Il bullismo si manifesta in varie forme e con diverso grado di intensità, di gravità e di visibilità.

 

  •  E' possibile cogliere segnali e indici di gravità e di rischio fin dai primi anni della scuola primaria (e della scuola dell'infanzia), attraverso una attenta valutazione delle modalità in cui vengono agiti i comportamenti di prepotenza fisica, verbale o indiretta e del grado di contatto emotivo (e di conseguente capacità empatica e di impegno morale) manifestato dagli alunni attori di prepotenza; in misura minore si possono cogliere i segnali e gli indici di coloro che tendono ad essere imbrigliati nel ruolo di vittima.
  • Anche nelle situazioni maggiormente a rischio o compromesse sul versante delle caratteristiche individuali, si possono ottenere considerevoli risultati positivi se si interviene per tempo e in ogni caso le potenzialità di cambiamento e di evoluzione positiva sono fortemente dipendenti dal grado di coinvolgimento attivo e guidato del gruppo classe che si riesce ad ottenere.

La diffusione delle prepotenze 


  Dott. Oliviero FACCHINETTI - www.bullismo.it  -  www.facchinetti.net 

Lo strumento 

E' un questionario atto a rilevare la frequenza dei principali comportamenti attraverso cui si manifestano le prepotenze, elaborato da Lavelli e Facchinetti (2001) per una ricerca condotta nel Comune di Trento (Lavelli, Facchinetti e Pancher, 2002, negli Atti del Convegno "Bullismo che fare?). Si compone di una sezione di autovalutazione con domande relative ai comportamenti agiti e subiti, ai luoghi, alle dinamiche gruppali, alle persone con cui bambini e ragazzi parlano, agli atteggiamenti verso i comportamenti prepotenti ed una di nomina dei pari.

Nel corso degli anni è stato utilizzato in alcune ricerche in scuole del Trentino, raccogliendo complessivamente più di 4500 questionari compilati da alunni di scuola primaria e secondaria di primo grado.

Alcuni dati

Da queste ricerche si deduce che in media un alunno ogni tre è coinvolto in modo continuativo nelle prepotenze: 38,8% alle elementari e 35,4% alle medie. Nelle scuole elementari il 29% degli alunni dichiara di subire prepotenze, contro il 20% alle medie.

Dipende molto dal tipo di coinvolgimento e dal ruolo che tende a rivestire.

  • chi subisce prepotenze - cercare aiuto e raccontare ciò che sta accadendo o è successo ai genitori, ad insegnanti di fiducia, agli amici e farsi aiutare da loro a parlarne con qualche adulto
  • chi si comporta da prepotente - provare a mettersi nei panni della "vittima" dei suoi comportamenti e cercare altri modi per ottenere ciò che vorrebbe, senza diventare antipatico agli occhi dei compagni
  • chi sta a guardare - tentare di fare il possibile per modificare la situazione aiutando chi subisce a trovare la forza di chiedere aiuto a qualche persona adulta di fiducia e provare a convincere chi agisce a modificare i propri comportamenti

02.07.2002

 

OF0214b

Oliviero Facchinetti

Amministratore e Fondatore
psicologo psicoterapeuta
Trento +39 0461 924900
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Bulli! di O. Facchinetti

Una guida pratica per combattere le situazioni di bullismo. Frutto di una esperienza decennale di interventi con insegnanti, alunni, classi e genitori.

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