8 items tagged "Psicologia scolastica"

  • Atti del convegno di Trento: " Bullismo, cosa stiamo facendo? "

    Il 2 dicembre 2002 si è tenuto a Trento il convegno

    "BULLISMO - Cosa stiamo facendo? Esperienze a confronto"


    organizzato dal Servizio Attività Sociali del Comune di Trento.

    Relatori e interventi:

    Ersilia MENESINI Il bullismo a scuola: conoscenze e percorsi di intervento
    Manuela LAVELLI La ricerca sul bullismo in alcune scuole della città di Trento
    Marco BAJARDI Violenza giovanile e gestione dei conflitti: l'esperienza della città di Torino
    Oliviero FACCHINETTI * Progetto PreGio: una modalità di intervento. I percorsi emotivo relazionali con le classi
    Filippo FURIOSO Un programma educativo-didattico : "Diventare mediatore di se stesso"

     

  • Chi può attivarsi

    CHI può ATTIVARSI contro il BULLISMO 


    Dott. Oliviero FACCHINETTI - www.bullismo.it  -  www.facchinetti.net

    Considerata l'importante funzione educativa e di socializzazione che la scuola nei suoi diversi gradi riveste, in particolare nella costruzione dell'autostima e nello sperimentare ed acquisire abilità sociali, diventa il luogo privilegiato per interventi a carattere preventivo e di promozione del benessere.

    Non tutti gli episodi di bullismo avvengono nella scuola, ma la scuola è certamente l'ambiente dove più facilmente si possono contrastare e prevenire.

    Tutti gli adultidi riferimento di bambini e ragazzi hanno la responsabilità di attivarsi, ognuno nel proprio ruolo e compito educativo. 

    Cosa si può fare:

  • Come ridurre il bullismo

    COME RIDURRE il BULLISMO ?

    Dott. Oliviero FACCHINETTI - www.bullismo.it - www.facchinetti.net

     La riduzione del bullismo

    assicura ai nostri figli o alunni :
    • un ambiente sicuroin cui possano crescere imparando a fronteggiare e gestire la complessità e le difficoltà della vita,
    • un contesto educativo che li protegge da eventi traumaticiperchè troppo difficili da affrontare per la loro età o per le caratteristiche di personalità di ognuno

    Per ridurre il bullismo dobbiamo:

  • Il Bullismo

    Il bullismo è una reiterata prepotenza (o prevaricazione) da parte di qualcuno più forte ai danni di qualcuno più debole. Le prepotenze possono essere di tipo fisico, verbale, sociale (cioè finalizzate all'esclusione dai gruppi di amici), elettronico, ecc. Tutte le manifestazioni comportamentali e socio relazionali che hanno queste caratteristiche, se compiute da bambini o ragazzi, vanno considerate forme di bullismo. Il bullismo elettronico ("Cyber bullying") indica l'utilizzo di informazioni elettroniche e dispositivi di comunicazione come ad esempio la posta elettronica, la messaggistica istantanea, i blogs, i messaggi di testo quali SMS, i telefoni cellulari, MMS, comunicazioni tramite i social network, l'uso di siti web con contenuti diffamatori, ecc. per effettuare azioni di bullismo. Come forma di bullismo, anche il cyberbullying è un comportamento

  • La scuola, focus privilegiato nella prevenzione del disagio

    La scuola, focus privilegiato nella prevenzione del disagio.

    Il progetto Pre.Gio nel comune di Trento

    Poster illustrativo delle attività svolte nell'arco di una decina di anni con interventi a livello di equipe multiprofessionali, insegnanti, classi, alunni e genitori..

  • P.E.R. con classi

    P.E.R. Classi  -  Percorsi Emotivo Relazionali con Classi©

     Dott. Oliviero FACCHINETTI - www.bullismo.it - www.facchinetti.net

    Image

    I “Percorsi emotivo relazionali con classi”, rappresentano il consolidamento e la formalizzazione di una lunga serie di interventi attuati, a partire dal 1997, in varie scuole del Trentino.

    Sono svolti da psicologi e si esplicano su tre livelli interconnessi di intervento:

  • Supervisione e discussione casi

    Supervisionecasi con insegnanti

    L'attività di supportoal singolo insegnante per la gestione di situazioni problematiche (disagio socio educativo, disturbi del comportamento, bullismo, ecc.) si focalizza sull'analisi dei comportamenti dell'alunno per comprenderne i significati in relazione alla personalità dello stesso, all'ambiente socio educativo ed al clima relazionale della classe.

    Per un quadro generale della situazione vanno considerati anche i sentimentidell'insegnante, che spesso forniscono la chiave di lettura più significativa per comprendere i bisogni dell'alunno/a, in particolare nei casi in cui i comportamenti agiti prevalgono su altre forme di comunicazione.

  • Tipologia interventi

    Interventi per la riduzione del BULLISMO

    Dott. Oliviero FACCHINETTI - www.bullismo.it

    Finalità: Conoscenza

    Strumenti:

    • Conferenze
    • Attività didattiche di sensibilizzazione e approfondimento
    • Gruppi di discussione con insegnanti, genitori, operatoridel settore socio educativo.

    Obiettivi:

    • Lo scopo principale è far conoscere le caratteristiche psico sociali del bullismo e le sue implicazioni evolutive, le possibilità e modalità di attuazione di progetti per la riduzione delle prepotenze.

    FinalitàPrevenzione primaria

    Strumenti:

    • Attività di programmazionea livello di intero istituto scolastico.  
    • Ricercheper rilevare la diffusione delle prepotenze nel singolo contesto socio educativo.  
    • Percorsi mirati con genitori e alunni.
    • Percorsi emotivo relazionali con classi.
    • Corsidi formazione per insegnanti ed operatori.

    Obiettivi:

    • E' prioritario creare un ambiente in cui si possa parlaredel bullismo e favorire l'acquisizione di migliori competenze socio relazionalinegli alunni. La riduzione del disagio dei soggetti coinvolti,  siano essi attori di prepotenza o vittime di bullismo, passa anche attraverso un diverso e maggior coinvolgimento del gruppo di coetanei. E' essenziale la effettiva collaborazione tra scuola e famiglia.

    FinalitàPrevenzione secondaria e gestione delle  situazioni conclamate

    Strumenti:

    • Interventi psico-relazionali ed educativi con:
      • singoli alunni
      • piccoli gruppi
      • classi.

    Obiettivi:

    • Trattandosi di attività rivolte alle situazioni a rischio o con indicatori di forte disagio, è importante personalizzare l'intervento considerando in ogni situazione le caratteristiche dei soggetti coinvolti e quelle del contesto socio educativo di appartenenza. Nei casi multiproblematici, in cui i comportamenti di prepotenza si accompagnano a disagi di tipo socio famigliare con grave rischio di comportamenti antisociali, l'intervento non dovrebbe limitarsi al solo contesto scolastico, ma coinvolgere anche la rete dei servizi psicologici e socio assistenziali. 
     © Copyright - Documenti e testi non possono essere duplicati se non previo consenso scritto da parte dell' Autore.

    02.03.2006 

    Per approfondire: O. Facchinetti, Bulli! Guida operativa per genitori, insegnanti e ragazzi per prevenire e combattere il bullismo, Eurilink Editori , Roma 2007, pp. 176

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