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I genitori possono fare qualcosa? E la scuola?

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10 Anni 5 Mesi fa #21 da Utente reso anonimo
Utente reso anonimo ha creato la discussione I genitori possono fare qualcosa? E la scuola?
I genitori possono fare qualcosa? E la scuola?

Io credo possano fare poco, perchè la loro possibilità di influire sulla scuola è bassa. Va detto che la scuola stessa può fare poco, perchè i genitori tendono sempre a dare ragione ai loro figli e non ammettono che essi possano aver passato il limite. In conclusione temo che il problema del bullismo sia la punta di un iceberg di un problema molto più grave di tutta la nostra società.

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10 Anni 5 Mesi fa #31 da O. F.
O. F. ha risposto alla discussione Re: I genitori possono fare qualcosa? E la scuola?
Lei ha centrato i tre elementi principali nella gestione del bullismo. La scuola da sola può fare qualcosa nelle situazioni meno compromesse o per brevi periodi. Spesso i genitori dei prepotenti tendono a negare le responsabilità dei propri figli ed i genitori delle vittime da soli possono fare poco. E' solo con una sincera collaborazione tra scuola e famiglia, pur nel rispetto delle diverse competenze e responsabilità, che si può pensare seriamente di ridurre il bullismo.

O. Facchinetti
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9 Anni 10 Mesi fa #34 da Maria Eugenia Maxia
Maria Eugenia Maxia ha risposto alla discussione Re: I genitori possono fare qualcosa? E la scuola?
:( i genitori possono fare poco se non c'è la collaborazione da parte di tutti, compresi il preside, i docenti e i genitori dei bulli. mie figlie hanno dovuto cambiare scuola entrambe, quando mancavano soli due mesi alla fine dell'anno scolastico. i docenti hanno rifiutato di riconoscere il fenomeno come bullismo (quasi che fosse un insulto) e hanno affermato che calci, pugni, sputi, insulti, bestemmie, lancio di oggetti, danneggiamenti ecc. facciano ormai parte della "normalità"; per la scuola. da parte mia c'è stato un dispendio di energie enorme e una grande fonte di stress, ma c'è anche molta amarezza per non essere riusciti a risolvere il problema in maniera costruttiva.

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9 Anni 9 Mesi fa #35 da O. F.
O. F. ha risposto alla discussione Re: I genitori possono fare qualcosa? E la scuola?
Auguriamoci che il nuovo "Patto educativo di corresponsabilità" indicato nelle recenti modifiche allo statuto delle studentesse e degli studenti non rimanga solamente sulla carta, ma diventi strumento di effettiva collaborazione tra scuola e famiglia.
E' ben vero che molte volte, nella mia esperienza, i genitori dei prepotenti tendono a giustificare sempre i propri figli e a non assumersi le responsabilità, ma è altrettanto vero che in alcune situazioni gli insegnanti sottovalutano i problemi o le conseguenze delle prepotenze per le vittime.

O. Facchinetti
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9 Anni 7 Mesi fa #36 da anna pullace
anna pullace ha risposto alla discussione Re:I genitori possono fare qualcosa? E la scuola?
Sono molto preoccupata per mia figlia, 10 anni a fine mese, per il momento di disagio (un momento piuttosto lungo ormai) che sta vivendo a scuola.
Lo scorso anno frequentava la terza elementare in una classe piuttosto vivace: composta prevalentemente da maschietti, violenti e amanti del wrestling, in modo particolare uno che cercava di dominare su tutti, e bimbe (9) succubi di una compagna, minuta, biondina, in apparenza tranquilla e timida, ma che, con il passare dei mesi, è riuscita a imporsi come la "principessina" che non si poteva contraddire, che si doveva "proteggere" da compagni e maestre, che decideva i giochi da fare, che ammetteva o escludeva a suo piacimento ora questa, ora quella compagna. Per entrare nelle sue grazie, man mano che venivano accettate alla sua "corte", le ex escluse trattavano le altre nello stesso modo in cui erano state trattate magari fino al giorno prima. Mia figlia non sapeva reagire se non accettando passivamente la sua sorte quotidiana. A casa diventava irritabile, si scontrava con la sorella (maggiore di 4 anni) e ne diventava sempre più gelosa. Con me, fortunatamente, ha sempre parlato e mi raccontava, come fa tutt'ora, tutto quello che le succedeva. Ad un certo momento mi sono accorta che si grattava continuamente, la testa e dietro le orecchie, provocandosi addirittura piaghe. Questa fase è durata diversi mesi, durante i quali io l'ho affrontata direttamente ma con tranquillità, dicendole che non doveva punirsi perchè non aveva colpe, e sottolineando i suoi successi (a scuola ha sempre avuto ottimi risultati). Verso novembre ha cominciato a riempirsi di "macchie", o così sembravano a me che non ne avevo esperienza. Da una visita dermatologica è risultata affetta da psoriasi. Nonostante le cure, le lesioni aumentavano, su tutto il corpo, provocandole ulteriori disagi in quanto andava in piscina con la ludoteca collegata alla sua scuola e i compagni avevano un motivo in più per prenderla in giro. Altre derisioni le subiva per l'aumento di peso e perchè una delle più brave in tutte le materie.
Le maestre, messe al corrente della situazione, mi rispondevano che a loro non risultava una situazione simile, ma che il "problema" di mia figlia era quello di essere più matura dei suoi compagni.
Le vacanze estive sono state una cura perfetta per la psoriasi e per il nervosismo di mia figlia, ma l'inizio di quest'anno scolastico è stato disastroso. La bimba bulla era ancora più sicura di sè, ed ha iniziato subito le sue "macchinazioni": non solo escludeva le compagne a suo piacimento, ma mandava le sue "ancelle" a fare dispetti alle altre: offese, sputi o il segno del pollice verso che per queste bimbe è la cosa peggiore di tutte.
Mia figlia tornava tutti i giorni a casa piangendo, dicendo che voleva cambiare scuola, che aveva trovato un punto debole nella recinzione da cui avrebbe potuto scappare per tornare a casa. Sempre più allarmata ho riprovato a parlare con le maestre, che però minimizzavano propinandomi la solita risposta sulla maturità di mia figlia. Allora, insieme alla mamma di un'altra vittima, abbiamo parlato della cosa con i genitori delle altre bimbe che, sapendosi tutte controllate, si sono molto ridimensionate. Nel frattempo mio marito ed io abbiamo parlato molto con la bimba, consigliandole di informare subito le maestre di qualsiasi cosa. ma i bambini sono furbi: e quando fanno qualcosa la fanno soprattutto a ricreazione, quando le maestre sono tutte in un angolo e i bambini sono sparpagliati per il cortile. Mia figlia ha seguito i nostri consigli, e andava dalla maestra tutte le volte che le facevano una mossa di wrestling, o le davano botte sugli occhiali, o la prendevano in giro. Le maestre minimizzano sempre, finchè, stufe, ormai le rispondono "Ma succedono tutte a te?". Qualche mese fa è successo un episodio spiacevole che ha determinato un cambiamento, negativo, in mia figlia. Le bimbe avevano formato un "club" nel quale, man mano erano state ammesse tutte tranne lei, e una delle regole era di non considerarla. Lei si era organizzata portandosi un libro o il game boy a scuola per passare la ricreazione, ma la sua indifferenza ha indispettito le bimbe che hanno cominciato a farle dispetti: portarle via la sedia mentre si alza, prenderla in giro per qualsiasi pretesto (gli occhiali, un pianto, ecc.) e hanno coinvolto addirittura qualche maschietto per stuzzicarla in tutti i modi. Un giorno un bimbo le porta un bglietto scritto con calligrafia femminile (che lei riconosce, peraltro) dove c'era una sfilza di offese pesanti, parolacce di tutti i generi che coinvolgevano anche la mamma. La bimba è andata dalla maestra, sodisfatta di avere,finalmente, una "prova" ma la maestra ha strappato il biglietto e lo ha gettato via.
Per farla breve (sono stata chilometrica fin'ora), mia figlia da quel giorno ha cominciato a difendersi da sola, rispondendo alle offese con le offese, alle botte con le botte.
Questa sua reazione è diventata un motivo di derisione da parte della classe, che adesso, credo, cerca di provocare le sue sfuriate, in tutti i modi. In questi giorni circolano disegni di "mostri" con il suo nome accanto e una canzoncina dove è chiamata "nonnetta con gli occhiali".
Io cerco di convincerla a non prendersela, che sono sciocchezze molto infantili, e di contare fino a 10 prima di reagire, ma lei è una molla, ormai scatta subito alzando la voce e le mani, e mi ha detto di non riuscire a controllarsi perchè è attaccata da troppe parti.
Le maestre hanno cominciato ad additarla come violenta senza ricordarsi quanto ha subito lo scorso anno.
Mi scuso per il lungo sfogo, ma non so più come affrontare questa situazione. Stamattina la mamma di un compagno è andata a scuola a dire che mia figlia aveva dato un pugno al suo: la maestra l'ha mandata a chiamare e l'ha sottoposta a un "confronto all'americana" con il suo compagno davanti alla mamma ed a un'altra maestra, e questo mi conferma qual è la posizione delle insegnanti nei confronti di mia figlia (cosa che era già chiara con il giudizio del primo quadrimestre dove le è stato il suo primo buono in comportamento dopo anni di ottimo).
Grazie in anticipo per il consiglio che vorrà darmi.
(lettera firmata)

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9 Anni 7 Mesi fa #37 da O. F.
O. F. ha risposto alla discussione Re:I genitori possono fare qualcosa? E la scuola?
Gentile signora

se la situazione che lei descrive corrisponde almeno all'80% a come stanno i fatti - nel senso che ogni percezione rappresenta necessariamente un punto di vista - direi che è abbastanza grave.

L'aver sottovalutato il problema e non essere intervenuti adeguatamente e per tempo (anche facendo carico a sua figlia di eventuali "responsabilità", qualora ve ne fossero state) da parte degli insegnanti, ha portato ad un aggravamento del conflitto che ha ormai assunto nettamente le forme del bullismo strutturato.
Cosa fare.
A questo punto direi che almeno andrebbe coinvolto il dirigente scolastico affinchè attivi qualche tipo di intervento riparativo del danno.
Se la scuola non risponde, mi rivolgerei ai servizi psicologici territoriali, affinchè possano attivare un qualche intervento di mediazione.
Come ultima ratio, se i precedenti tentativi non sortissero effetti, anche se tendo a considerarla una soluzione estrema che comporta spesso un carico di forte negatività, valuterei l'eventualità di una azione legale.
Va però considerato che è l'ultimo anno di scuola elementare, quindi tra qualche mese la bambina potrà finalmente cambiare ambiente e contesto scolastico. Ovviamente evitando i compagni che le hanno creato questi problemi.
La reazione aggressiva come difesa dalle prevaricazioni e dall'assenza di intervento delle insegnanti (sempre ovviamente prendendo per buone le sue valutazioni) mi sembra certamente più "salutare" della sintomatologia dermatologica conseguente al forte stress, purchè ovviamente non finisca con il ritorcesi ulteriormente contro la bambina.
Penso che un rapido, chiaro e deciso coinvolgimento della dirigenza scolastica e, in caso non fosse sufficiente, di personale dei servizi psicologici esterni, tutelando e supportando psicologicamente la bambina, potrebbe essere sufficiente a coprire questi ultimi mesi di scuola.

Fossimo in quarta o in terza, con una storia così, valuterei l'opportunità di un cambio di scuola, ma a questo punto della quinta non lo consiglierei.

I miei migliori auguri perchè possa trovare risposte migliori di quelle ricevute finora.

Cordiali saluti

Nota Bene: le mie considerazioni non costituiscono in alcun modo un parere tecnico e ancor meno clinico, in quanto si basano esclusivamente sulla sua esposizione dei fatti. Vanno considerate alla stregua di una opinione personale espressa in una discussione informale. Come specificato nelle condizioni di utilizzo, non si assume alcun tipo di responsabilità per qualsiasi uso venga fatto dei materiali presenti nel sito e delle discussioni dei forum.

O. Facchinetti
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9 Anni 7 Mesi fa #38 da Maria Eugenia Maxia
Maria Eugenia Maxia ha risposto alla discussione Re:I genitori possono fare qualcosa? E la scuola?
per A.P.
cambia scuola a tua figlia prima che sia troppo tardi. io non volevo arrendermi e ho tergiversato non dando abbastanza importanza ai disturbi di tipo psicosomatico di mia figlia. quando abbiamo preso la decisione di cambiarla (ad aprile) era ormai troppo tardi. ha riportato un disturbo dell'adattamento, forse permanente. dopo il cambio scuola tua figlia ti ringrazierà. lo so ci vuole molto coraggio, ma dopo che l'avrai fatto ti chiederai perchè non lo hai fatto prima. prechè non hai detto la parola fine a questo incubo che rischia di lasciare in tua figlia ferite indimenticabili. abbi coraggio. le mamme che devono affrontare l'esperienza del bullismo devono essere molto forti per riuscire a superarlo. il dolore che si prova attraverso la sofferenza dei figli è terribile. ti posso capire. domani stesso cambia scuola.
Eugenia

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9 Anni 7 Mesi fa #39 da anna pullace
anna pullace ha risposto alla discussione Re:I genitori possono fare qualcosa? E la scuola?
La ringrazio moltissimo per il parere che mi ha dato e mi pento di non averle scritto prima. Vorrei precisare (forse non mi ero spiegata) che la bimba è in quarta elementare, e il pensiero che continui a vivere, ancora per una anno, questa situazione mi disturba.
Mesi fa avevo preso in considerazione il cambiamento di scuola, su pressione della bambina, ma mio marito pensa che "scappando" non affronti i problemi che, invece, deve imparare a risolvere da sè.
Se volesse darmi un ulteriore consiglio gliene sarei grata.
A.P.

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9 Anni 7 Mesi fa #40 da O. F.
O. F. ha risposto alla discussione Re:I genitori possono fare qualcosa? E la scuola?
Chiedo scusa io, ho riletto il suo post e lei si era spiegata bene dicendo che lo scorso anno era in terza; sono io che mi sono confuso.
Vedo che "eugenia" consiglia con decisione di cambiare scuola, facendo anche riferimento ad una esperienza personale.
Io sono solito considerare il cambio di scuola come decisione ultima, quando tutti i tentativi di gestione del problema sono falliti. Se lei ritiene che molto sia già stato fatto e che sia venuta meno la fiducia o la disponibilità a farsi carico con passione, professionalità e umanità della situazione, il cambio di scuola può essere una soluzione.
In questi casi, a seguito anche delle conseguenze psicologiche per chi ha subito, anche il cambio di scuola andrebbe curato con attenzione e sensibilità.
Nella mi esperienza mi è capitato sia di trovare situazioni in cui il cambio di scuola non ha risolto sostanzialmente i problemi di vittimismo (che si riproducevano simili nel nuovo ambiente) sia situazioni in cui il cambio è stato decisivo per un radicale cambiamento e per la soluzione del problema: ho visto anche bambini letteralmente "rifiorire" nel nuovo ambiente, dopo una comprensibile fase di timore e di disagio nell'inserimento. Anche in questi casi, molto dipende dalla situazione emotiva e relazionale del nuovo ambiente, della nuova classe.
Il bullismo è effettivamente un fenomeno sociale e, pur senza togliere le responsabilità psicologiche e sociali che a volte le "vittime" hanno (il "vittimismo" nel senso di piangersi addosso o usare la posizione di debolezza per aggredire indirettamente gli altri o per 'vendicarsi' può a volte essere più aggressivo e 'violento' della violenza dei prepotenti), un ambiente capace di mediare e di gestire adeguatamente i conflitti, può sicuramente risolvere anche situazioni estremamente difficili, indipendentemente dalle responsabilità o dalle caratteristiche di personalità dell'uno o dell'altro dei soggetti coinvolti.
E' pur vero che nella vita i bambini devono imparare ad affrontare anche le difficoltà, ma se le difficoltà sono più grandi di loro lo possono fare solamente con l'aiuto degli adulti e se gli adulti sono carenti in questa loro funzione protettiva, la responsabilità o le conseguenze non dovrebbero cadere sul bambino.
E' vero che scappando non si risolvono i problemi, infatti la bambina ha reagito fronteggiando la situazione con gli stessi comportamenti con cui veniva trattata dai compagni, ma se viene messa in minoranza, da sola non può farcela.
Senza l'adulto il bambino non può risolvere le situazioni di vero bullismo. Lasciare una situazione quando si è dimostrata impossibile da modificare potrebbe anche non essere una fuga, ma un atto di sopravvivenza. Per risolvere il bullismo bisogna volerlo in tanti, non basta che lo voglia solamente la "vittima", perchè per definizione è in minoranza.
Chi subisce tende a colpevolizzarsi più del dovuto.

Se visita il mio nuovo blog, nell'articolo "Lezioni scuola secondaria" trova alcuni link a siti italiani o stranieri. Le consiglio di visitare quello con gli episodi animati e di guardarseli, anche se sono in inglese, perchè si coglie con semplicità ciò che come minimo andrebbe fatto nelle situazioni di bullismo.

Con questa nota di 'leggerezza', rinnovo gli auguri.

O. Facchinetti
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