E'

 arrivato l'autunno ed è ripresa la scuola. E' trascorso quasi un anno dall'esplosione del grande interesse mediatico verso il bullismo.

E' stato un anno ricco di discussioni che hanno contribuito ad aumentare la consapevolezza del fenomeno, anche se a volte il bullismo è stato associato e confuso con comportamenti di altro tipo (ad es. vandalismo, messe in scena finalizzate alla diffusione di filmati in internet, ecc.). ....

Per chi lavora nella scuola, un dato è nettamente percepibile: le scuole non hanno più paura di affrontare il fenomeno, di parlarne e di ammettere che esiste, non temono più di subire danni alla loro immagine.

Oggi quasi si fa a gara a chi fa il progetto più visibile. Sappiamo che la visibilità non è sempre sinonimo di qualità - ancor meno di efficacia - ma può contribuire a far riconoscere che il bullismo è un fenomeno sociale che riguarda tutti, per la cui riduzione tutti dobbiamo attivarci e fare la nostra parte.

Parlarne, comprenderlo ed analizzarlo è il primo indispensabile passo per ridurre le prepotenze. Affrontarlo con serietà, competenza, costanza e buon senso sono i passi successivi.
 
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