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Il
primo sito
italiano sul bullismo
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Guide Agili
per Genitori
a
cura di Oliviero
Facchinetti - Psicologo psicoterapeuta
|
Traduzione
dalle Parent Easy Guide
(Per gentile concessione) |
La
televisione
Molti
genitori sono
preoccupati dalla quantità di tempo che i loro figli passano
davanti alla
televisione e dall’effetto che questo può avere su
di loro. Può far male?
Anche
se il valore
educativo e
ricreativo rappresentato dalla televisione può essere molto
utile ai bambini,
ci si chiede quale impatto possa avere così tanta TV sullo
sviluppo del
bambino, in particolar modo se si tratta di violenza o di
pubblicità.
La
televisione e i video sono
una fonte di divertimento per tutti noi e per i bambini rappresentano
anche una
valida finestra sul mondo. Quel mondo che influenza così
profondamente il loro
sviluppo. Essi colgono i messaggi provenienti da stili di vita
e comportamenti differenti.
Molte volte questi
messaggi sono positivi e costituiscono una sorta di insegnamento in
quanto
permettono loro di conoscere situazioni e modi di vivere validi anche
se
diversi dai loro. Attraverso la TV, però, può
accadere che i bambini vengano
sommersi da violenza e immagini particolarmente crude e che ricevano
quindi dei
messaggi dannosi per il loro sviluppo.
Ai
bambini deve essere data la
possibilità di confrontarsi con una vasta gamma di
atteggiamenti e
comportamenti purché
ad un ritmo che
sia adatto a loro, ma devono altresì fare esperienze nel
mondo al di fuori
della televisione.
I
bambini hanno bisogno di
parlare, giocare, sognare ad occhi aperti e leggere oltre che guardare
la
televisione. Come genitori dovete fare in modo che il tempo che vostro
figlio
dedica alla televisione sia bilanciato e proporzionato a quello che
dedica alle
altre varie attività.
In che misura la TV
influenza mio figlio?
Le
reazioni dei bambini sono diverse e non è possibile
stabilire con esattezza in
che modo ogni singolo bambino reagirà a ciò che
vede in TV. Fattori determinanti
sono la sua età e il suo livello di sviluppo.
- Recenti
ricerche dimostrano che
situazioni viste o vissute
ripetutamente nel tempo possono diventare dei modelli che si adottano
in età
infantile e si protraggono nell’adolescenza. Queste
esperienze influenzano le
nostre capacità di pensare, parlare, affrontare i problemi,
mantenere
l’attenzione e relazionarci con gli altri.
- Alcuni
studi dimostrano che dopo aver
assistito a programmi
TV che hanno un ritmo particolarmente veloce, i bambini hanno
difficoltà a
dedicarsi ad attività che richiedono più tempo
quali leggere o fare puzzles.
- I bambini possono
tendere a rimanere
“incollati” allo
schermo e quindi continuare a guardare la TV anche durante le
interruzioni
pubblicitarie. Più i vostri figli guarderanno la
televisione, meno tempo
avranno per giocare, socializzare e fare sport – tutte cose
importanti per il
loro sviluppo e per la loro salute.
- I bambini
hanno bisogno di fare
esperienze, di imparare in
modo attivo a parlare, scrivere e pensare. Mentre la TV cattura
l’attenzione
dei bambini, non sempre li aiuta ad usare la mente per un apprendimento
attivo.
Cosa che invece fanno altre attività quali leggere o giocare.
- I bambini al di sotto dei sei anni
hanno difficoltà a
distinguere tra realtà e fantasia quando guardano un
programma alla TV.
Generalmente non seguono la trama ma tendono a concentrarsi sui momenti
più
emozionanti. Non riescono a cogliere il significato di causa ed
effetto.
Possono ritenere reali i personaggi dei cartoni animati e sono molto
sensibili
ai richiami della pubblicità.
- I bambini tra i sei
e i nove anni
possono avere ancora
qualche difficoltà a distinguere tra realtà e
fantasia, specialmente se
quest’ultima assomiglia alla vita reale. Tendono ad ammirare
e a imitare i loro
eroi e le loro eroine.
- I bambini verso la fine
della scuola
elementare sono
facilmente impressionabili, e sono particolarmente colpiti da
trasmissioni che
si basano su fatti reali, poiché tendono a credere che
ciò che stanno guardando
possa accadere anche a loro. Sono curiosi e si interessano al mondo
degli
adolescenti, al sesso, alla moda e possono essere facilmente fuorviati
dal modo
in cui le relazioni fra ragazzi e ragazze vengono presentate nelle soap
opera.
- Quanto più ritengono reale
il
programma TV, tanto più ne saranno influenzati nel modo di
comportarsi, di
pensare e di affrontare la vita.
I bambini hanno tre modi per giudicare
se un
programma è reale:
- riconoscono in TV persone o cose che
hanno incontrato,
diranno per esempio: “E’ vero perché
c’è un cane come il mio”
- pensano che i programmi
non
siano veri se contrastano con le loro esperienze, per esempio:
“Nessuno può
fare un incantesimo sfregandosi il naso”
- intuiscono
come vengono
realizzati i programmi, per esempio: “So come sono fatti i
cartoni animati”
oppure “So che quelli sono attori”. Verso i nove o
dieci anni capiscono
chiaramente chi sta interpretando un ruolo, mentre a sei o sette anni
credono
che le famiglie che vedono in TV siano famiglie vere o che Via
Biancaneve sia
una strada che si trova davvero in qualche città.
- A volte alcune immagini
possono essere particolarmente impressionanti, anche se la reazione
dipende da
bambino a bambino. Alcuni bambini trovano persino piacevole provare un
po’ di
paura, ma solo se sono sereni e si sentono al sicuro. Sapere di essere
veramente al sicuro dà loro la libertà di
sperimentare sentimenti “da brivido”.
D’altro canto più vedranno programmi che fanno
paura, più penseranno che il
mondo sia un luogo che può fare paura. E questo
può renderli ansiosi e
spaventati.
- Ciò che il bambino pensa di
se stesso può essere influenzato dai personaggi famosi che
ammira,
indipendentemente dal fatto che egli sia soddisfatto di se stesso
oppure no. Le
sue convinzioni su ciò che è bene, su
ciò che vale, su come comportarsi, su che
cosa apprezzare saranno non solo forgiate sulla base di ciò
che impara da voi
ma saranno anche influenzate dai personaggi famosi che vede sullo
schermo.
La
pubblicità
I
bambini sono
fortemente influenzati dalla pubblicità. La maggior parte
dei bambini al di
sotto degli otto anni crede a ciò che viene detto negli spot
pubblicitari. Tra
gli otto e i dieci anni si rendono conto che la pubblicità
non sempre dice
completamente la verità, ma non sanno stabilire esattamente
quando e in quale
misura.
Se poi
un
prodotto viene venduto da un personaggio famoso, i bambini possono
essere
persuasi con maggiore
facilità. Con le
particolari tecniche pubblicitarie utilizzate, possono essere ingannati
o
fuorviati dalla forma, la velocità, le dimensioni e il modo
di presentare un prodotto.
Spesso i bambini vogliono i prodotti pubblicizzati e tormentano in
tutti i modi
i genitori per farseli comprare.
I
bambini, che
non hanno ancora una perfetta padronanza del linguaggio, possono a
volte, per
errori di interpretazione, cogliere il significato sbagliato. Possono
per
esempio sentire espressioni del tipo “buono da
mangiare” o “al sapore di
frutta” e pensare “mi fa bene”.
Potete
aiutare
il vostro bambino a interpretare il linguaggio della
pubblicità guardando
insieme la TV, spiegandogli le tecniche con cui gli spot vengono
realizzati e
confrontando insieme a lui i prodotti dal vero.
La violenza
Molti
genitori
sono preoccupati per gli effetti che la violenza vista in TV
può avere sui
bambini. Ogni bambino può reagire in modo diverso, a seconda
dell’età, del suo
livello di sviluppo e del tipo di scena cui assiste.
A
qualsiasi età i bambini sono molto turbati da scene di
violenza su altri bambini, su animali o da episodi di
violenza che avvengono
all’interno delle mura domestiche.
Guardando
i
cartoni animati, i bambini al di sotto degli otto anni, pur
divertendosi e
rendendosi conto che si tratta solo di fantasia, possono cogliere il
messaggio
che “la violenza funziona e vince”. I bambini un
po’ più grandi sono più
interessati e al tempo stesso più influenzati da programmi
basati sulla realtà,
come ad esempio film d’azione. Rischiano però di
cogliere da certi eroi
violenti il messaggio che usare la violenza porta al successo.
A
questa età
inoltre hanno la capacità di immaginare che gli eventi cui
assistono in TV
possono accadere a loro. Possono quindi essere angosciati da scene
drammatiche
che appaiono loro reali e che, pensano, potrebbero accadere a loro o a
qualcuno
che conoscono.
Sebbene
vi
siano punti di vista differenti su quale danno possa causare ai bambini
la
violenza in TV, sappiamo con certezza che guardare con
assiduità programmi
violenti provoca i seguenti effetti:
- sono più inclini ad usare
mezzi violenti per risolvere i problemi.
- sono
angosciati dal “mondo
crudele e cattivo” nel quale si accorgono di vivere.
- diventano
meno sensibili e,
per così dire, più abituati alla violenza nella
vita reale.
I
bambini che
stanno più di tre ore davanti alla TV, i bambini
più piccoli, i maschi, quelli
che provengono da famiglie violente e i soggetti particolarmente
insicuri, sono
quelli che saranno maggiormente influenzati e danneggiati
dall’esposizione a
programmi televisivi violenti.
Che
cosa
fa paura ai bambini
Guardare
programmi che fanno paura può avere un impatto alquanto
forte e duraturo sui
bambini. Si va da effetti a breve termine quali paura intensa o pianto,
ad
effetti più a lungo termine quali disturbi del sonno,
rifiuto a stare da soli,
paura di essere picchiati o uccisi, bisogno di ricorrere a nuovi e
insoliti
rituali al momento di andare a letto. A volte possono emergere paure
invalidanti quali terrore dei gatti, dei cani o dei ragni.
Ecco
che cosa li spaventa di più:
Nella
prima infanzia (al di sotto dei sette o
otto anni)
- Immagini di
animali cattivi, mostri, personaggi deformi,
grotteschi o mutilati.
- Personaggi normali che si
trasformano e diventano spaventosi e grotteschi, come ad esempio
l’Incredibile
Hulk.
- Storie che raccontano la
morte di un genitore
- Storie che mostrano in modo
crudo scene di disastri naturali.
Tra i
sette e i dodici anni
- Scene di situazioni
pericolose raccontate in modo particolarmente realistico, specie se si
tratta
di eventi che potrebbero davvero accadere ad un bambino.
- Violenza
o minacce di
violenza.
- Storie in cui dei bambini
vengono picchiati o minacciati.
Nella
prima adolescenza (dai tredici anni in su)
- Rappresentazioni realistiche
di violenza fisica o minacce di violenze particolarmente crudeli.
- Violenza sessuale.
- Pericoli derivanti
da alieni
o dall’occulto.
Capire gli
altri
I
bambini
devono imparare a conoscere e capire i diversi stili di vita e le
diverse
abitudini che fanno parte del nostro Paese e del
mondo intero. I bambini non nascono intolleranti
né con
pregiudizi, imparano ad esserlo vedendo gli altri intorno a loro. Fin
dall’età
di sei mesi i bimbi notano le differenze nel colore della pelle e dal
secondo
anno di vita incominciano a chiedersi il perché di queste e
altre differenze.
Tra i due anni e mezzo e i tre anni e mezzo iniziano a notare e ad
imitare gli
atteggiamenti che gli altri – genitori, vicini ed amici, ma
anche personaggi di
libri e televisione – hanno verso le persone di altre razze.
La televisione può
avvicinare i bambini alle storie, alle tradizioni, alle canzoni che
appartengono alla loro cultura, ma può anche aiutarli a
conoscerne di nuove.
A volte
i
messaggi che ricevono dalla TV possono influenzare le opinioni e gli
atteggiamenti che hanno verso gli altri. Attraverso alcuni programmi
potrebbero
per esempio essere portati a pensare che le donne siano deboli e gli
uomini
forti e in un certo senso migliori.
Che
cosa possono fare i genitori
Come
gestire la televisione a casa
La
televisione
può interferire con la vita di tutti i giorni, per esempio
con il momento di
prepararsi per andare a scuola, con il momento di andare a letto, con i
pasti,
con i compiti e quando si hanno ospiti in casa.
- Imparate a capire e a tener
conto delle varie classificazioni dei programmi TV in modo che sia voi
che i
vostri figli sappiate ciò che è adatto per le
varie fasce di età. Le
suddivisioni sono:
- Per
bambini (C)
- Per
bambini in età prescolare (P)
- Generale
(G)
- Raccomandata
la presenza di un genitore (PG)
- Per
ragazzi maturi (M)
- Per
adulti maturi (MA)
- Per
adulti, con violenza (AV)
(N.d.r.:
Le suddivisioni sopra riportate sono riferite all'Australia. In Italia
in alcune reti e per alcuni programmi o filmati compare la
suddivisione in tre colori: verde= per tutti, giallo= consigliato con
un adulto, rosso= per soli adulti)
Insegnate
ai vostri figli,
fin da piccoli, a fare delle scelte responsabili riguardo ai programmi
TV.
Aiutateli a fare una graduatoria personale e ad essere selettivi. Ecco
alcuni
esempi:
:-)
“da
non perdere”
:-|
“così,così”
:-( “perdita di tempo”
Incoraggiateli
ad evitare dapprima i
programmi :-( e più avanti sia quelli :-( che quelli :-|
.
- Adottate la regola secondo la
quale la TV non deve essere accesa fino a quando tutti i lavori e i
compiti non
sono stati fatti. Preparate una lista di cose da fare e aiutate i
vostri figli
ad organizzare il loro tempo. Siate gentili ma decisi allo stesso
tempo. Dite
per esempio :”Non hai finito quello che dovevi fare. Se ti
dai da fare poi
avrai tempo per guardare la TV.”
- Spostate la
televisione dalla
zona in cui trascorrete la maggior parte del tempo in
un’altra stanza, in modo
tale che guardare la TV non sia un gesto casuale ma piuttosto frutto di
una
scelta.
- Se si possiedono più
apparecchi TV diventa più difficile avere il controllo su
ciò che i bambini
guardano.
- Se c’è un
programma cui
vostro figlio tiene in modo particolare, organizzatevi in modo da
poterlo
registrare, affinché lo possa guardare nel momento
più adatto per tutti.
- Cercate di evitare di
accendere la TV al mattino, specialmente se i bambini devono andare a
scuola.
Potrebbe influenzare il resto della giornata o creare problemi al
momento di
essere pronti per uscire.
- Stabilite l’ora di
andare a
letto in base all’età di vostro figlio piuttosto
che in base ai programmi TV.
Scegliete un programma che termini con un certo anticipo rispetto al
momento di
andare a letto e soprattutto accertatevi che non faccia paura. I
bambini hanno
bisogno di un attimo di calma tra la fine del programma e il momento di
dormire, quindi abbassate il volume o spegnete la TV un po’
prima di metterli a
letto.
- Cercate di non accendere la
TV durante i pasti, in modo che si possa parlare. Questo aiuta i
bambini a
conoscere la famiglia e a sviluppare un corretto senso di appartenenza.
- Preparate e tenete in vista
un elenco di altre cose da fare. Fate in modo che trovino il tempo per
dare un
calcio ad un pallone, incontrare degli amici, andare a fare una gita,
fare qualcosa
di completamente diverso.
Come
guardare la televisione
- Programmate quello che si
deve guardare. Ponete un limite alla quantità di tempo che i
bambini potranno
dedicare ogni giorno alla TV. Decidete insieme quali programmi volete
vedere e
accendete la TV solo per quelli, non tenetela sempre accesa. Questo
insegna ai
bambini a pensare, pianificare, fare delle scelte e consente loro di
avere
tempo per fare altre cose importanti per il loro sviluppo.
- Informatevi
su quali
programmi i vostri figli guardano e sui personaggi che ne fanno parte.
- Date ai vostri figli
l’opportunità di porre domande, esprimere le loro
emozioni e dare il loro
parere e la loro spiegazione su ciò che accade nel
programma. Fate sapere loro
che cosa ne pensate. Dite ai vostri figli che cosa pensate della
violenza.
- Parlate dei programmi –
discutete dei personaggi, delle storie e degli argomenti trattati.
Descrivete ciò
che vi piace e ciò che
non vi piace. Fate domande, per esempio “cosa pensi che
accadrebbe se tu
facessi così?”
- Parlate di come i programmi
possono influire e cambiare il nostro umore. Aiutate i vostri figli a
trovare
le parole per esprimere ciò che provano, come si sentono:
annoiati, contenti,
spaventati, tristi, ecc.
- Se vi accorgete che
vostro
figlio è un po’ angosciato dopo aver guardato un
programma TV, dategli modo di
parlare di ciò che ha visto, di come si sente e
perché. Può darsi ci siano
collegamenti con qualche cosa che sta accadendo nella sua vita o magari
teme
che ciò che ha visto possa accadere a lui. Parlategli con
calma, abbracciatelo
affettuosamente e poi proponetegli con dolcezza un’altra
attività che lo possa
distrarre.
- Se siete preoccupati riguardo
ad un programma, comunicate le vostre opinioni alle stazioni televisive
o alle
autorità. E’ importante che lo facciate subito
dopo la fine della trasmissione,
siate precisi riguardo alla data, l’ora, il luogo, il
programma, il canale in
questione e riferite le ragioni delle vostre preoccupazioni.
Telegiornali
e notiziari
I
telegiornali di solito danno notizia degli avvenimenti
più eclatanti, più inconsueti e spesso
più violenti accaduti nel mondo durante
la giornata. Se è vero che i bambini non devono essere
racchiusi in un guscio
che li isoli dalla realtà, è anche vero che le
notizie riportano solo una parte
di ciò che accade nel mondo nel corso della giornata.
E’ improbabile, ad
esempio, che i telegiornali si interessino di quanti aerei decollano e
atterrano senza problemi durante il giorno, ma sottolineeranno di
sicuro il
fatto che uno di essi ha avuto un incidente.
I
bambini possono quindi avere delle difficoltà a seguire i
notiziari perché:
- Non hanno l’esperienza di un
adulto e non sono in grado di cogliere la differenza tra ciò
che vedono e la
probabilità che questo evento accada nella loro vita.
- Hanno
difficoltà a capire
che
i telegiornali sono impostati in modo da dare risalto
all’incidente più
insolito o più impressionante.
- Possono pensare
che se
sentono più volte la notizia dello stesso evento, questo
stia realmente
accadendo ogni volta (come l’immagine degli aerei che si
abbattono sul World
Trade Center di New York riproposta in tutti i notiziari per molti
giorni).
- Quando sono piccoli non sono
in grado di capire il significato della parola
“probabilità”, quindi non è
detto che riusciate a tranquillizzarli dicendo “è
improbabile che accada a noi”
- Possono essere
molto
spaventati quando vedono scene di violenza accadute in ambienti a loro
famigliari, come la casa, la famiglia, la scuola o quando si tratta di
violenza
ai danni di bambini o di animali.
- Cercate di
capire voi per
primi i meccanismi che stanno alla base dei notiziari.
- Fate
in modo di essere sempre
informati su quale tipo di notiziario vostro figlio potrebbe vedere.
- Discutete e commentate con
vostro figlio, anche se è piccolo, le immagini che vede nei
notiziari, in modo
da aiutarlo a capire meglio il mondo che lo circonda. Molti adulti non
si
rendono conto di quante occasioni hanno i bambini di essere messi di
fronte
alle notizie che arrivano dal mondo. Ad esempio con le anteprime dei
telegiornali durante i programmi per i bambini, attraverso la radio,
sui
giornali e a scuola.
- Dosate e controllate la
quantità di notizie che vostro figlio può
conoscere ponendo dei limiti di tempo
ben precisi, guardando insieme notiziari o giornali e soprattutto
commentando
ciò che vedete.
Quanto
tempo?
I mezzi
di
comunicazione provvisti di uno schermo, come la televisione, i video e
i
computer possono essere dei “ruba tempo”.
Young
Media Australia consiglia:
- Bambini
sotto i due anni – pochissimo tempo.
- Bambini
in età prescolare – al massimo un’ora al
giorno (di programmi
realizzati appositamente per bambini di questa età).
(L’autorevole opinione
della Alliance for Chilhood sostiene che il computer non dovrebbe avere
un
ruolo significativo nella
vita dei
bambini in età prescolare)
- Bambini
tra i cinque e i sette o otto anni – un’ora al
giorno come
massimo
- Bambini
oltre gli otto anni – da un’ora e mezza a due ore
come massimo.
Se
da
un lato
TV, video e computer, possono offrire ai bambini molte esperienze
divertenti, è
però importante tenere a mente ciò di cui essi
hanno bisogno nelle diverse età
per un sano sviluppo. In modo particolare i bambini devono avere del
tempo per
costruire solidi legami con persone vere che li amano, del tempo per il
gioco
attivo e per attività che
“irrobusticono”.
Promemoria
- Insegnate con
l’esempio
–
vostro figlio copierà da voi il modo di guardare la TV
- Fate in modo di essere
voi a
controllare la TV e non la TV a controllare voi.
- Se avete un bambino
piccolo
guardate la TV con lui.
- Accendete
la TV solo per
guardare i programmi che avete scelto.
- Registrate i programmi in
modo che possiate vederli nel momento più adatto.
- Incoraggiate i bambini a
parlare di che cosa pensano e di come si sentono dopo aver guardato un
programma.
- Guardando
gli spot
pubblicitari
fate il gioco
“scopriamo il trucco e
l’inganno”.
- Scegliete
un ambiente
della
casa dove non ci sia la TV – rendetelo accogliete e usatelo
con i vostri figli.
- I
bambini devono
acquisire
abilità che li aiutino nello studio e nel
rapporto con gli altri. Il modo migliore per
farlo è costituito da un
apprendimento “attivo”.
- Fate in modo
che guardare la
TV sia solo una delle tante attività che i vostri figli
fanno.
GAG
- Guida Agile per Genitori n. 26
19.01.2006
-
Traduzione a cura di: Daniela
Bosio -
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"xxx") per conto di:
O.
Facchinetti
psicologo psicoterapeuta -
Trento
(Italy) - da documento originale scritto da:
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