Nemico di classe (recensione)

Nemico di classeLo spettacolo illustra con estrema chiarezza come, dietro ai comportamenti ripetitivi ed agli schemi di relazione quasi stereotipati nella loro apparente semplicità, vi sia una complessità di esperienze, di storie personali e famigliari, di conflitti interiori e relazionali.

Ritengo sia un'ottima rappresentazione del groviglio di affetti ed emozioni che nella vita reale è fonte di tanti comportamenti violenti e in una certa misura autolesionistici di alcuni adolescenti … e non solo ...

Alla chiusura del sipario si viene pervasi da un sentimento di impasse, una sottile sensazione di impotenza, che gradatamente si dissolve lasciando crescere un profondo desiderio di intervenire, di fare qualcosa di utile, di spezzare quell'iperattività infruttuosa che, paradossalmente, rasenta l'immobilità.

Nel suo essere genuina esemplificazione della realtà, lo spettacolo non suggerisce cosa fare, non propone facili ricette propagandistiche, semplicemente ti lascia con quel senso di frustrazione che fa scattare la voglia di reagire, nella certezza che qualcosa si può e si deve fare. Pur sapendo che non sarà cosa facile, che sarà una lunga battaglia sostenuta da pregiudizi reciproci, in cui pare essersi persa la capacità di chiedere e di dare aiuto, necessaria per risolvere positivamente i conflitti di crescita.

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