• Il Bullismo ci riguarda!

    C on triste regolarità la cronaca testimonia le drammatiche conseguenze che possono derivare dal bullismo e la necessità di valutare i comportamenti di prevaricazione non solamente in base alla percezione o all'intenzionalità di chi li agisce, ma soprattutto considerando le conseguenze per chi li subisce.

    La scuolaconferma la sua importante funzione educativa e di socializzazione, in particolare nella costruzione

  • La prevenzione inizia presto.

    La prevenzionedel bullismo dovrebbe iniziare almeno dalla scuola primaria e consolidarsi nei primi anni di scuola secondaria.

    Fin dalla prima infanzia si possono infatti cogliere chiari segnali di disagio e indicatori della tendenza a strutturare ruoli connotati, sia sul versante della prepotenza che del vittimismo.

    Nella nostra esperienza i fattoriche si sono dimostrati crucialiper un buon esito degli interventi preventivi sono:

  • Chi può attivarsi

    CHI può ATTIVARSI contro il BULLISMO 


    Dott. Oliviero FACCHINETTI - www.bullismo.it  -  www.facchinetti.net

    Considerata l'importante funzione educativa e di socializzazione che la scuola nei suoi diversi gradi riveste, in particolare nella costruzione dell'autostima e nello sperimentare ed acquisire abilità sociali, diventa il luogo privilegiato per interventi a carattere preventivo e di promozione del benessere.

    Non tutti gli episodi di bullismo avvengono nella scuola, ma la scuola è certamente l'ambiente dove più facilmente si possono contrastare e prevenire.

    Tutti gli adultidi riferimento di bambini e ragazzi hanno la responsabilità di attivarsi, ognuno nel proprio ruolo e compito educativo. 

    Cosa si può fare:

  • Perche' fermare il bullismo?

    Perché fermare il Bullismo ? 


    Dott. Oliviero FACCHINETTI - www.bullismo.it  - www.facchinetti.net 
    • affinchè i bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze imparino ad affrontare i conflitti sociali in modi produttivi e positivi per la crescita
    • per migliorare le condizioni di vita nella scuola negli ambienti di aggregazione
    • perchè il bullismo fa aumentare i conflitti sociali anzichè contribuire a ridurli
  • Percorsi Emotivo Relazionali con le classi

    I Percorsi emotivo relazionali con classi © (P.E.R. Classi), rappresentano il consolidamento e la formalizzazione di una lunga serie di interventi attuati, a partire dal 1997, in varie scuole del Trentino.

    Sono svolti da psicologi e si esplicano su 3 livelli interconnessi di intervento: la collaborazione con gli insegnanti; gli incontri con gli alunnie la sensibilizzazione mirata con i genitori.

    Obiettivo generale è la riduzione delle prepotenze e la promozione di un migliore clima di classe, da perseguire attraverso l’analisi e la mobilizzazione delle principali difficoltà relazionali presenti nel gruppo degli alunni.
  • Utilizzo del gruppo nella prevenzione

    UTILIZZO FUNZIONALE del GRUPPO negli INTERVENTI di PREVENZIONE

    Dr. Giuseppe RIZZI
    Psicologo psicoterapeuta

    Il contributo di queste note riguarda un intervento istituzionale condotto utilizzando il modello della Psicoterapia funzionale. L'intervento prevedeva l'impianto e l'attuazione di un progetto per costituire nelle sedi più varie un "Laboratorio adolescenti di prevenzione ed educazione alla salute".

    Punti salienti del progetto sono:

    1. Uso del modello di riferimento della Psicoterapia funzionale;
    2. Utilizzo del gruppocome strumento operativo di cambiamento;
    3. La progettualità come area d'intervento e di ricerca (laboratorio);
    4. Il lavoro esperienziale come momento qualificante da collegarsi alla definizione-assunzione-realizzazione del compito;
    5. L'impiego di un coordinatore esterno al Servizio (Dr. G.Rizzi);
    6. L'assunzione di consapevolezza e responsabilità come il luogo di sviluppo e di crescita (prevenzione e autonomia);
    7. Ausiliarietà dell'équipe del progetto rispetto alla progettualità dei gruppi e delle persone esterne.
  • Prevenzione e istituzioni

    PREVENZIONE e RILEVAZIONE FUNZIONALE delle ISTITUZIONI

    Oliviero FACCHINETTI    -        Psicologo psicoterapeuta 
    Sommario:

    RILEVAZIONE FUNZIONALE DELLE ISTITUZIONI

    L’approccio di Psicologia Funzionale del Sé alle istituzioni si propone come una metodologia che va ad agire, con tecniche "ampliate" a più livelli

  • Vitalita'

    Alla ricerca della propria vitalità

    Dott. Oliviero FACCHINETTI 

    Psicologo psicoterapeuta, è stato didatta S.I.F. (Società Italiana Psicoterapia Funzionale Corporea) - Trento
    Relazione al Convegno "NATUROPATIA IN GRAVIDANZA" - Trento, 23/10/1999

    Il titolo assegnatomi per il mio contributo a questo convegno sulla gravidanza suggerisce che esiste una vitalità primigenia che si esplica in modo diverso in ogni persona e che al tempo stesso non è sempre disponibile e utilizzabile, ma la si deve cercare, come se la si fosse smarrita. Come psicoterapeuta concordo pienamente con questa formulazione, in quanto la vitalità di una persona facilmente si riduce o si contrae nelle vicissitudini della crescita.

  • La scuola, focus privilegiato nella prevenzione del disagio

    La scuola, focus privilegiato nella prevenzione del disagio.

    Il progetto Pre.Gio nel comune di Trento

    Poster illustrativo delle attività svolte nell'arco di una decina di anni con interventi a livello di equipe multiprofessionali, insegnanti, classi, alunni e genitori..

  • Lo psicologo scolastico

    In una società in continuo e rapido cambiamento verso una complessità crescente, la scuola diventa sempre più un luogo in cui si palesano le contraddizioni sociali ed educative. Di conseguenza è sempre più necessario che le varie figure adulte che si occupano dell’educazione dei bambini e dei ragazzi operino in sinergia. In tale contesto anche lo psicologo scolastico non può limitarsi ad operare come “tecnico” che agisce in completa autonomia, ma deve necessariamente operare in sinergia con insegnanti e famiglie. Nelle situazioni conflittuali può anche trovarsi a svolgere funzioni di mediazione tra i diversi soggetti coinvolti.

    In più di 30 anni di interventi con e nella scuola ho sviluppato un approccio che integra le competenze cliniche e socio relazionali dello psicologo con quelle prettamente didattiche ed educative dei docenti

  • Tempi e spazi della riparazione in età evolutiva

    Convegno  «I tempi, gli spazi, gli strumenti della riparazione»  Clusone (BG) 14 Ottobre 1993

    O. Facchinetti

    TEMPI E SPAZI DELLA RIPARAZIONE IN ETA' EVOLUTIVA :

    DA UN APPROCCIO CLINICO INTEGRATO  ALL'INTERVENTO DI RETE.    

    L'esperienza dell'U.S.SL. N° 35 di Palazzolo s/Oglio

    Sommario: l'Autore illustra alcuni strumenti di lavoro di una modalità di intervento integrato in età evolutiva, con particolare riferimento al servizio educativo domiciliare, di cui si analizzano il modello clinico di riferimento(Psicologia Funzionale del Sé), i presupposti metodologici e le funzioni, in quanto momento di una presa in carico allargata alla rete significativa di appartenenza.

  • Abusi sui minorenni - G.A.G.

    www.bullismo.it

    Il primo sito italiano sul bullismo
    Traduzione dalle Parent Easy Guide
    (Per gentile concessione)

    Guide Agili per Genitori

    a cura di Oliviero Facchinetti - Psicologo psicoterapeuta

    Abusi sui minorenni

     

    Avete dei dubbi su quale sia il confine tra disciplina e violenza sui bambini? Non vi siete mai preoccupati di poter far del male a vostro figlio? Avete dei sospetti che qualcun altro possa fare del male a dei bambini? Queste sono preoccupazioni che talvolta affliggono i genitori.
    Nel corso della storia si sono viste molte vicende di abusi e maltrattamenti sui bambini e purtroppo questo è un problema che esiste tuttora. I continui studi sullo sviluppo umano hanno dimostrato sempre di più quanto la nostra vita di adulti sia influenzata da ciò che avviene nella nostra infanzia.
    Negli ultimi anni i media hanno riportato testimonianze di molti casi di abuso sui minorenni. Al giorno d'oggi si parla più liberamente di un tempo di abusi sui bambini, di abbandono di minorenni e di violenza fisica e sessuale, problemi che in epoche passate non venivano né riconosciuti né discussi.
    Nella società moderna neonati, bambini e ragazzi sono considerati "persone" che hanno il diritto di essere protette da adulti attenti e premurosi.


     

    Che cosa si intende per abuso sui minorenni?

    In senso lato, si parla di abuso su un minore quando un adulto fa del male ad un bambino.

  • Approccio Emotivo Relazionale al Bullismo

    Approccio Emotivo Relazionale al Bullismo ©

    Dott. Oliviero FACCHINETTI - www.bullismo.it - www.facchinetti.net

    Cosa è

    E' un approccio globale al fenomeno delle prepotenze, sviluppato a partire dal 1997 attraverso attività di ricerca e di intervento, prevalentemente, ma non solo, in ambito scolastico ed educativo.

    Le basi

    E' un intervento di tipo psico-socio-educativo che si basa su competenzedi: psicologia scolastica, psicologia clinica, psicoterapia funzionale corporea, psicologia sociale e dei piccoli gruppi, psicoterapia dei disturbi emozionali, psicologia e trattamento dello stress e dei disturbi associati, psicologia dell'educazione.

  • Come ridurre il bullismo

    COME RIDURRE il BULLISMO ?

    Dott. Oliviero FACCHINETTI - www.bullismo.it - www.facchinetti.net

     La riduzione del bullismo

    assicura ai nostri figli o alunni :
    • un ambiente sicuroin cui possano crescere imparando a fronteggiare e gestire la complessità e le difficoltà della vita,
    • un contesto educativo che li protegge da eventi traumaticiperchè troppo difficili da affrontare per la loro età o per le caratteristiche di personalità di ognuno

    Per ridurre il bullismo dobbiamo:

  • Conoscere per prevenire e contrastare

    L

    e Fasiper una efficace prevenzione e riduzione del bullismo:
     
    1. Conoscenza- indagini per comprendere la diffusione delle prepotenze nella specifica realtà con questionari, focus group, ecc.
    2. Informazione- conferenzee gruppi di discussione per divulgare corrette informazioni sul fenomeno, senza enfasi vittimistica o accusatoria
    3. Formazione- gruppi di formazione e approfondimento di casi con insegnanti, genitori e operatori
    4. Interventi mirati - percorsicon gli alunni nelle classie con i ragazzi nei luoghi di aggregazione affrontando le situazioni specifiche.

    Per approfondire:

  • Tipologia interventi

    Interventi per la riduzione del BULLISMO

    Dott. Oliviero FACCHINETTI - www.bullismo.it

    Finalità: Conoscenza

    Strumenti:

    • Conferenze
    • Attività didattiche di sensibilizzazione e approfondimento
    • Gruppi di discussione con insegnanti, genitori, operatoridel settore socio educativo.

    Obiettivi:

    • Lo scopo principale è far conoscere le caratteristiche psico sociali del bullismo e le sue implicazioni evolutive, le possibilità e modalità di attuazione di progetti per la riduzione delle prepotenze.

    FinalitàPrevenzione primaria

    Strumenti:

    • Attività di programmazionea livello di intero istituto scolastico.  
    • Ricercheper rilevare la diffusione delle prepotenze nel singolo contesto socio educativo.  
    • Percorsi mirati con genitori e alunni.
    • Percorsi emotivo relazionali con classi.
    • Corsidi formazione per insegnanti ed operatori.

    Obiettivi:

    • E' prioritario creare un ambiente in cui si possa parlaredel bullismo e favorire l'acquisizione di migliori competenze socio relazionalinegli alunni. La riduzione del disagio dei soggetti coinvolti,  siano essi attori di prepotenza o vittime di bullismo, passa anche attraverso un diverso e maggior coinvolgimento del gruppo di coetanei. E' essenziale la effettiva collaborazione tra scuola e famiglia.

    FinalitàPrevenzione secondaria e gestione delle  situazioni conclamate

    Strumenti:

    • Interventi psico-relazionali ed educativi con:
      • singoli alunni
      • piccoli gruppi
      • classi.

    Obiettivi:

    • Trattandosi di attività rivolte alle situazioni a rischio o con indicatori di forte disagio, è importante personalizzare l'intervento considerando in ogni situazione le caratteristiche dei soggetti coinvolti e quelle del contesto socio educativo di appartenenza. Nei casi multiproblematici, in cui i comportamenti di prepotenza si accompagnano a disagi di tipo socio famigliare con grave rischio di comportamenti antisociali, l'intervento non dovrebbe limitarsi al solo contesto scolastico, ma coinvolgere anche la rete dei servizi psicologici e socio assistenziali. 
     © Copyright - Documenti e testi non possono essere duplicati se non previo consenso scritto da parte dell' Autore.

    02.03.2006 

    Per approfondire: O. Facchinetti, Bulli! Guida operativa per genitori, insegnanti e ragazzi per prevenire e combattere il bullismo, Eurilink Editori , Roma 2007, pp. 176

  • Atti del convegno di Trento: " Bullismo, cosa stiamo facendo? "

    Il 2 dicembre 2002 si è tenuto a Trento il convegno

    "BULLISMO - Cosa stiamo facendo? Esperienze a confronto"


    organizzato dal Servizio Attività Sociali del Comune di Trento.

    Relatori e interventi:

    Ersilia MENESINI Il bullismo a scuola: conoscenze e percorsi di intervento
    Manuela LAVELLI La ricerca sul bullismo in alcune scuole della città di Trento
    Marco BAJARDI Violenza giovanile e gestione dei conflitti: l'esperienza della città di Torino
    Oliviero FACCHINETTI * Progetto PreGio: una modalità di intervento. I percorsi emotivo relazionali con le classi
    Filippo FURIOSO Un programma educativo-didattico : "Diventare mediatore di se stesso"

     

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