Master di I livello sull'Autismo
Metodologie di intervento educativo in contesti specifici e territoriali: “Bisogni educativi speciali per i soggetti con Disturbi Pervasivi dello Sviluppo”
Direttore - Paola Venuti, Professore di Psicopatologia Clinica all’Università degli Studi di Trento
Il Master ha l’obiettivo di preparare professionisti (educatori professionali, psicologi, insegnanti, operatori) in grado di attuare interventi educativi specializzati per lavorare con soggetti con Disturbi Pervasivi dello Sviluppo nei diversi contesti sociali (famiglia, scuola e centri educativi).
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Ultimo aggiornamento Lunedì 01 Febbraio 2010 21:56 |
| Segnaliamo il prossimo incontro del ciclo rivolto a genitori ed educatori: |
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10 febbraio
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Vecchi e nuovi linguaggi: dal calamaio agli MMS |
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10 marzo - Adolescenza e dintorni: regole, aggressività e bullismo
Per i dettagli, scaricare a locandina o gli audio delle conferenze, cliccare "LEGGI TUTTO" |
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Ultimo aggiornamento Lunedì 01 Febbraio 2010 22:15 |
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I Percorsi emotivo relazionali con classi © (P.E.R. Classi), rappresentano il consolidamento e la formalizzazione di una lunga serie di interventi attuati, a partire dal 1997, in varie scuole del Trentino.
Sono svolti da psicologi e si esplicano su 3 livelli interconnessi di intervento:
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la collaborazione con gli insegnanti
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gli incontri con gli alunni
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la sensibilizzazione mirata con i genitori.
Obiettivo generale è la riduzione delle prepotenze e la promozione di un migliore clima di classe, da perseguire attraverso l’analisi e la mobilizzazione delle principali difficoltà relazionali presenti nel gruppo degli alunni.
Pur prevedendo alcune attività trasversali, l’intervento è adattato alla tipologia della singola classe e definito in accordo con i docenti coinvolti.
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Ultimo aggiornamento Sabato 26 Settembre 2009 21:04 |
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L'atteggiamento dei genitori influenza in modo significativo i comportamenti dei figli che agiscono prepotenza.
Molte volte, troppo spesso, i genitori di bambini e ragazzi che agiscono prepotenza tendono a giustificarli, a "proteggerli" da chiunque cerchi di renderli consapevoli delle conseguenze delle proprie azioni, costruendo un muro difensivo che impedisce ai figli di assumersi la responsabilità dei propri comportamenti. Nelle situazioni più compromesse tendono anche a criticare coloro che cercano di intervenire con efficacia per ridurre i comportamenti di prevaricazione e di violenza - siano essi insegnanti, genitori di altri alunni, psicologi, ecc.
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Ultimo aggiornamento Sabato 26 Settembre 2009 21:05 |
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C on triste regolarità la cronaca testimonia le drammatiche conseguenze che possono derivare dal bullismo e la necessità di valutare i comportamenti di prevaricazione non solamente in base alla percezione o all'intenzionalità di chi li agisce, ma soprattutto considerando le conseguenze per chi li subisce.
La scuola conferma la sua importante funzione educativa e di socializzazione, in particolare nella costruzione dell'autostima e nello sperimentare ed acquisire abilità sociali. Non tutti gli episodi di bullismo avvengono all'interno della scuola, ma essa è l'ambiente dove più facilmente si possono contrastare e prevenire.
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Ultimo aggiornamento Sabato 26 Settembre 2009 21:04 |
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"Che uso prevalente fai di Internet oltre alla ricerca di materiale scolastico? Prova a descrivere che tipo di coinvolgimento ti dà questo ambito".
QUI le RISPOSTE degli alunni di una classe terza secondaria I grado.
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Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Maggio 2009 19:53 |
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Ogni volta che sale alla ribalta della cronaca qualche grave episodio di violenza tra ragazzi - di cui spesso con le caratteristiche di continuità nel tempo e grave disparità di forza tra "persecutore" e "vittima" tipiche del bullismo - subito gli adulti con qualche responsabilità educativa ribadiscono che va tutto bene, che sono episodi occasionali, che non si tratta di bullismo.
Se la parola spaventa o suona come un giudizio negativo, cambiamola o usiamone altre.
Ma almeno cerchiamo di assumerci le nostre responsabilità. Ogni episodio di prepotenza è un chiaro indicatore di una qualche carenza socio educativa, è il segnale che qualcosa agli adulti è sfuggito, o perchè non l'hanno visto (quindi un errore di percezione) o perchè non ne hanno saputo cogliere il senso vero (quindi un errore di interpretazione).
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Agosto 2009 08:10 |
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