Segnaliamo l'iniziativa promossa dalla Commissione Europea per un utilizzo sicuro e responsabile dei nuovi strumenti di comunicazione tra i più giovani:  www.saferinternetday.org

saferday2014

... con l'auspicio che associazioni varie e sedicenti "esperti" non facciano "di tutta l'erba un fascio" come da anni, purtroppo siamo abituati a vedere, in cui si mette nello stesso "calderone" sexting, vandalismo, esibizionismo, o qualsiasi altro comportamento messo in atto online, definendo tutto come "cyberbullismo".

Internet è una grande risorsa, certamente dovremmo tutti imparare ad utilizzarla al meglio ed insegnare a bambini e ragazzi a farne buon uso (per quanto si tenda a dimenticare che la maggior parte degli utilizzatori da sempre lo usa in modo adeguato e positivo...). Sicuramente vi sono molti rischi e ci sarebbe necessità di una maggiore formazione, ma lo  "scandalismo" non ha alcuna reale utilità pratica, non aiuta a comprendere né tanto meno a risolvere i problemi.

darfo Comune di Darfo Boario Terme

Crescere nella legalita' - Rapporto tra mondo reale e mondo virtuale | Progetto di prevenzione e cura del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo.

Venerdì  29 novembre 2013

ore 20,30  -  Entrata libera

Palazzo congressi di Darfo Boario Terme

       Relatori:

  • Oliviero Facchinetti - Psicologo Psicoterapeuta – Trento - "Bullismo e Cyberbullismo: conoscere per intervenire"
  • Domenico Geracitano - Questura di Brescia
  • Davide Costa - Polizia Postale di Stato

La scelta scolastica al termine della scuola secondaria di primo grado è una decisione molto importante nella vita dei ragazzi e delle loro famiglie ed è opportuno affrontarla con il massimo impegno.

Una scelta ragionata e motivata aiuta a capire quale sia la scuola più adeguata per il proprio figlio o la propria figlia e permette di affrontare meglio le eventuali difficoltà che potrebbe incontrare in futuro.

 

Nella sezione "Download" potete trovare alcune indicazioni per i genitori.

I percorsi formativi con  ragazzi e le serate informative con i genitori evidenziano con estrema chiarezza come all'ampia diffusione ed utilizzo dei telefoni cellulari e di Internet spesso non corrisponde una altrettanto diffusa conoscenza e competenza, in particolare per quanto attiene ad un uso sicuro dei nuovi strumenti di comunicazione.

Ormai parte integrante della socializzazione di ragazzi, giovani e - gradualmente - di adulti, spesso se ne conoscono le grandi potenzialità e utilità, ma si difetta nella conoscenza degli effettivi rischi di un loro utilizzo indiscriminato e senza precauzioni.

Facilmente dominano i luoghi comuni o la mera riproposizione on line degli atteggiamenti affettivi propri delle relazioni faccia-faccia (dimenticando che la faccia "virtuale" non corrisponde a quella "reale").

La recente sentenza della cassazione (n. 9556/09)  si presta - come altre in passato - a titoli "ad effetto".

Se ci si prende la briga di leggerla attentamente si scopre che si riferise ai doveri ed alle responsabilità educative dei genitori nei confronti dei propri figli e non - come verrebbe da pensare immaginando la situzione di un ragazzo che va in motorino - semplicemente alle responsabilità di controllo e vigilanza.
Due passi della sentenza sono decisivi ed estremamente istruttivi per tutto ciò che riguarda l'educazione e la responsabilità dei genitori:

Per migliorare le competenze degli insegnanti e degli educatori nella gestione di un fenomeno complesso come il bullismo è opportuna una formazione che - oltre a fornire conoscenze approfondite e scientificamente corrette - incrementi la consapevolezza dei propri atteggiamenti emotivi nell'affrontare le prepotenze, nel gestire la rabbia (propria e degli alunni), nel riconoscere e tollerare l'eventuale antipatia nei confronti delle vittime.

Altrettanto importante è la capacità di comprendere e gestire emotivamente le dinamiche di gruppo, al fine di utilizzare le risorse gruppali per migliorare le singole situazioni.

 

Gli insegnanti gestiscono da sempre le prepotenze tra alunni, prima ancora che questo tipo di comportamenti venisse denominato "bullismo". E' però ormai un dato di fatto che il progressivo aumento della complessità sociale rende sempre più difficile la gestione della socialità tra gli alunni e di conseguenza anche il rapporto tra scuola e famiglia.

La formazione per insegnanti è solitamente rivolta ad un gruppo motivato a cui fornire strumenti per la comprensione e la gestione delle varie forme di conflittualità (vecchie e nuove), spaziando dalle normali manifestazioni di conflitto sociale alle forme conclamate di bullismo ripetuto nel tempo.

 

Nei vari ambiti di intervento gli educatori professionali (scuola, centri aggregativi, strutture diurne, centri residenziali, attività di "educativa di strada", ecc.) si trovano spesso ad affrontare situazioni di prepotenza o a seguire con progetti di recupero bambini o ragazzi coinvolti nel bullismo.

In molti casi - in particolare in presenza di progetti individulizzati - l'educatore è la figura adulta più vicina al mondo del ragazzo e, nell'essere figura di supporto affettivo, si trova spesso a dover mediare tra le esigenze del ragazzo/a o del gruppo di ragazzi e quelle più in generale della società. Si trova in qualche modo a fare da "cuscinetto" e dover gestire bisogni spesso contrastanti, nel tentativo di recuperare significato e senso ai comportamenti dei ragazzi di cui si sta prendendo cura, in qualche modo ne diventa un "alleato" necessario.

Nella gestione delle molte sottili sfumature di questo particolare rapporto di supporto, protezione e complicità, si gioca gran parte dell'efficacia dei percorsi educativi, siano essi a valenza preventiva (su fasce a rischio) o a valenza riabilitativa (con soggetti già coinvolti in comportamenti di una certa gravità).

Un così delicato compito necessita spesso di una formazione continua, che permetta di avere momenti e spazi per poter "prendere le distanze", per comprendere ciò che affettivamente sta avvenendo nella relazione educativa e integrare in un più ampio quadro d'insieme i diversi significati e ricadute che i comportamenti agiti dai ragazzi rivestono per l'ambiente in cui vivono, sia nel rapporto con altri adulti che con i coetanei.

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Supervisione casi con insegnanti

L'attività di supporto al singolo insegnante per la gestione di situazioni problematiche (disagio socio educativo, disturbi del comportamento, bullismo, ecc.) si focalizza sull'analisi dei comportamenti dell'alunno per comprenderne i significati in relazione alla personalità dello stesso, all'ambiente socio educativo ed al clima relazionale della classe.

Per un quadro generale della situazione vanno considerati anche i sentimenti dell'insegnante, che spesso forniscono la chiave di lettura più significativa per comprendere i bisogni dell'alunno/a, in particolare nei casi in cui i comportamenti agiti prevalgono su altre forme di comunicazione.

 

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Oliviero Facchinetti

Amministratore e Fondatore
psicologo psicoterapeuta
Trento +39 0461 924900
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Bulli! di O. Facchinetti

Una guida pratica per combattere le situazioni di bullismo. Frutto di una esperienza decennale di interventi con insegnanti, alunni, classi e genitori.

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www.bullismo.it