|
E
cco una breve sintesi di ciò che penso del bullismo:
A proposito di Bullismo
|
|
Ultimo aggiornamento Domenica 09 Ottobre 2011 11:44 |
E' arrivato l'autunno! Per gli alunni delle classi terze di scuola secondaria di primo grado è giunto il momento di orientarsi ... di scegliere e decidere in quale tipo di scuola proseguire la propria formazione.
Insieme alle indicazioni per i genitori mi fa piacere segnalare l'open day dell'Istituto Ivo de Carneri di Civezzano (Trento).

|
|
Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Novembre 2011 21:54 |
|
I
l cambiamento emotivo non va confuso con la razionalizzazione delle emozioni, cioè con il mero controllo razionale dell'emotività, in quanto l'emozione che si lascia controllare razionalmente non è mai una emozione particolarmente problematica. L'emozione difficile da gestire va affrontata soprattutto con l'aumento della consapevolezza.
La regolazione emotiva, la capacità di esprimere e gestire le emozioni anche all'interno dei conflitti sociali, non va quindi confusa con la razionalizzazione emotiva. Chi agisce prepotenza nella maggior parte dei casi sa benissimo che sta esprimendo rabbia e conosce le conseguenze immediate delle proprie azioni.
La questione di fondo non è alfabetizzare quei sentimenti, ma imparare a gestirli, ad esprimere le emozioni in modo non distruttivo, a trasformare le prepotenze in conflitti sociali gestibili. Tutto questo è possibile solo se i bambini ed i ragazzi vengono accompagnati da adulti competenti che sappiano gestire anche le emozioni più difficili e l’integrazione con il gruppo.
Buon lavoro!
O. Facchinetti
|
|
Ultimo aggiornamento Domenica 11 Settembre 2011 13:26 |
|
Le parole chiave per l'intervento efficace sul bullismo sono:
- prevenzione : interventi a partire dai 7/8 anni di età;
- gruppo : coinvolgere tutti i compagni di classe nella ricerca delle soluzioni e nella loro realizzazione, anche se le situazioni di prepotenza coinvolgono direttamente solo alcuni alunni;
- continuità : attivare interventi continuati nel tempo, a volte per anni (gli interventi “spot”, gli “eventi” e le varie manifestazioni coreografiche sono molto belli a vedersi, danno grande soddisfazione, ma la loro efficacia – quando c’è – riguarda solamente le situazioni non fortemente compromesse);
- personalizzazione : ogni situazione è diversa dalle altre e l'intervento deve basarsi sulle specifiche caratteristiche cognitive, psico affettive e relazionali dei soggetti coinvolti (gli interventi "standard" e le attività uguali per tutti non sono efficaci nelle situazioni più gravi).
- cambiamento emotivo : per risolvere il bullismo dobbiamo riuscire a modificare l'espressività emotiva, le grandi emozioni di rabbia e di paura, per poterle gestire, affrontare e mettere in circolo.
|
|
Ultimo aggiornamento Domenica 09 Ottobre 2011 11:17 |
|
P
er affrontare adeguatamente il bullismo, è fondamentale distinguere le conseguenze dalle cause. Negli interventi, va data priorità alle conseguenze, ai danni per i bambini e i ragazzi che subiscono: il primo obiettivo deve essere ridurre i comportamenti di prepotenza nei confronti delle vittime.
Per raggiungere questo obiettivo non è sempre necessario modificare le cause che portano i prepotenti ad agire (modifica che richiede spesso tempi lunghi), ma è possibile ottenere una riduzione dei comportamenti di prepotenza lavorando in modo preciso e mirato con il gruppo classe. Infatti il coinvolgimento del gruppo, l'uscita dall'indifferenza e la partecipazione e collaborazione del gruppo dei coetanei, sono elementi cardine di qualsiasi intervento efficacemente preventivo su queste tematiche.
Nella nostra esperienza i fattori che si sono dimostrati cruciali per un buon esito degli interventi di riduzione del bullismo sono:
- l'attivazione di percorsi strutturati e continuativi,
- il coinvolgimento attivo di tutto il gruppo classe,
- la gestione della rabbia e dei sentimenti di ostilità,
- la non negazione dei problemi da parte dei genitori degli alunni maggiormente coinvolti nel bullismo e la loro sincera disponibilità a collaborare.
L'atteggiamento dei genitori è decisivo soprattutto nell'infanzia e nella preadolescenza, fasi evolutive in cui senza l'accettazione della responsabilità da parte della famiglia è estremamente difficile risolvere le situazioni ad alto rischio.
|
|
Ultimo aggiornamento Domenica 11 Settembre 2011 13:25 |
|
A
fronte di atteggiamenti a volte ambivalenti da parte dei referenti istituzionali ed educativi, va tenuto presente che intervenire nelle situazioni di bullismo non è sicuramente semplice. Un intervento efficace richiede decisione, professionalità, integrazione tra servizi e istituzioni, continuità ed investimento di risorse per più anni.
Interventi faticosi anche perché sono complessi da gestire e nel loro svolgimento incontrano spesso forme di resistenza. Resistenze da parte del gruppo classe, in particolare da parte dei bambini e dei ragazzi non direttamente coinvolti, perché temono di essere risucchiati in questa spirale di comportamenti che causano disagio. Resistenze da parte dei genitori, sia di coloro che agiscono che di chi non sembra essere direttamente coinvolto. A volte anche resistenze da parte di alcuni insegnanti, che vorrebbero ignorare la questione o affrontarla con il solo inasprimento delle misure disciplinari.
Queste resistenze vanno affrontate con costanza e professionalità, perché solo con il coinvolgimento e la collaborazione di tutti i soggetti (docenti, genitori, alunni, operatori sociali, ecc.) è possibile ottenere una reale riduzione delle prepotenze e di conseguenza aumentare il benessere dei bambini e dei ragazzi.
|
|
Ultimo aggiornamento Domenica 11 Settembre 2011 13:26 |
|
L
a parcellizzazione del fenomeno “bullismo” - come accade anche per altri fenomeni sociali - porta spesso a raffinate analisi, cui conseguono (se e quando conseguono...) interventi settoriali e parziali, che nella migliore delle ipotesi funzionano in poche situazioni, quelle con cause che riguardano prevalentemente il singolo aspetto analizzato.
Un efficace intervento sul bullismo - che non si limiti ad una generica sensibilizzazione - necessita di un reale coordinamento tra le varie istituzioni, che si devono confrontare e coordinare in merito al significato da dare a questi comportamenti ed alle conseguenti azioni da intraprendere. La mancanza di coordinamento è anche causa di una carente azione preventiva. Non si capisce perchè non si faccia mai abbastanza con i bambini e con i preadolescenti, pur sapendo da decenni che i soggetti coinvolti in maniera continuativa in comportamenti di prepotenza agita hanno un’alta probabilità di sfociare in comportamenti antisociali e delinquenza minorile.
E’ infatti possibile individuare le situazioni ad alto rischio fin dall'età di 6-8 anni, ma raramente viene data la giusta importanza ai comportamenti di prepotenza manifestati in questo periodo della crescita. Si tende ad intervenire con decisione (quando lo si fa) soltanto quando le prepotenze diventano penalmente perseguibili.
In questi ultimi anni sembra che la gestione del bullismo sia delegata sempre più alla giustizia ed alle forze dell’ordine e sempre meno alle agenzie educative. In questo modo si riduce di molto l’efficacia preventiva, in quanto intervenire a 14, 15 o 16 anni, cioè all’età dei primi reati, significa intervenire prevalentemente con le situazioni più gravi e già socialmente connotate. Inoltre l’intervento in adolescenza richiede un impegno di risorse e una complessità di gestione molto maggiore di quanto non richiederebbe l’intervento con i bambini.
|
|
Ultimo aggiornamento Domenica 11 Settembre 2011 13:26 |
|